Il turismo sostenibile è uno degli argomenti di grande rilevanza degli ultimi decenni.

Sempre più persone si rendono conto di quanto sia importante ridurre al minimo l‘inquinamento e l’utilizzo delle risorse, preservare e valorizzare la biodiversità e l’ecosistema, nonché rispettare e supportare la cultura e le tradizioni delle comunità ospitanti.

Che cosa si intende per turismo sostenibile?

L’Organizzazione Mondiale del Turismo definisce il turismo sostenibile come una forma di turismo che “tiene pienamente conto dei suoi impatti economici, sociali e ambientali presenti e futuri, rispondendo alle esigenze dei viaggiatori, dell’industria, dell’ambiente e delle comunità che ospitano”.

L’idea di un turismo responsabile è inclusa anche negli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu. Questo per mantenere intatta l’autenticità dei luoghi visitati e garantire alle persone autoctone le risorse necessarie a valorizzare la propria cultura senza snaturarsi.

Un aspetto fondamentale del turismo sostenibile è l’educazione e la sensibilizzazione dei viaggiatori. I turisti sono incoraggiati a fare scelte responsabili, ad esempio preferendo strutture ricettive eco-friendly, partecipando a tour guidati da operatori autoctoni, acquistando prodotti locali e rispettando le norme culturali del posto durante la visita.

Non solo ambiente: la tutela degli animali

“Vorrei un mondo biocentrico, dove non siano i bisogni dell’essere umano intorno a cui far ruotare il mondo, ma quelli della Terra che ci ospita e delle altre specie che la vivono insieme a noi.”

Queste sono le parole di Chiara Grasso, etologa, giornalista, autrice, guida safari in Africa e guida ambientale in Italia, nonché Presidente dell’Associazione No Profit Eticoscienza e professionista di turismo sostenibile presso GSTC delle Nazioni Unite.

La sua è una tra le voci autorevoli che ogni giorno si occupano di divulgare informazioni fondamentali circa il turismo sostenibile, che non può prescindere dal rispetto degli animali che popolano la Natura.

Lo sapevi che più di mezzo milione di animali ogni anno viene sfruttato per diventare oggetto del turismo? Più del 74% delle attrazioni prevedono un’interazione innaturale con un animale selvatico.

Perché viene definita “innaturale”? Gli animali selvatici sono geneticamente programmati per essere liberi di scappare da noi ed evitare ogni interazione con l’essere umano, che non è inclusa nel loro repertorio comportamentale specie-specifico.

Sono numerose le attività che non tengono conto della natura degli animali, ad esempio il cavalcare gli elefanti, visitare i parchi degli orsi, tenere in mano tartarughe di mare, assistere a performance di delfini o scimmie che ballano, fare selfie con le tigri, baciare cobra, allevare coccodrilli…

Che cosa possiamo fare?

Viaggiare in treno invece che in aereo se è possibile. Supportare l’economia locale acquistando da produttori del posto. Differenziare sempre i rifiuti, lasciando pulito ogni luogo visitato. Segnalare i comportamenti irrispettosi nei confronti degli animali, evitare le attrazioni turistiche antropocentriche e non interagire con animali, piante, luoghi che prescindono dalla presenza degli esseri umani.

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