Come ogni 20 dicembre, anche quest’anno si celebra la Giornata internazionale della solidarietà, una ricorrenza fondamentale istituita nel 2005 dall’Assemblea generale delle Nazioni unite che identifica e promuove la solidarietà come uno dei valori fondamentali e universali alla base delle relazioni tra i popoli, le nazioni, le comunità e le persone.

L’origine del termine

Tutto ha origine dalla parola latina solidum, che significa «moneta» e, in particolare, dall’espressione del diritto romano in solidum obligari («obbligazione in solido»), locuzione tecnica ancora oggi utilizzata nel linguaggio giuridico. E’ intorno all’Ottocento però che il termine solidarietà comincia a entrare nell’uso comune per esprimere l’idea di una fratellanza universale degli esseri umani, in particolare in Francia dove, grazie ai padri fondatori della  sociologia, Auguste Comte ed Émile Durkheim, per la prima volta assumerà il significato di «legame di ciascuno con tutti».

Perché il 20 dicembre?

I motivi sono tre: per prima cosa, proprio in questa data cade l’anniversario della creazione del Fondo di solidarietà mondiale, istituito nel 2002 per finanziare lo sviluppo degli esseri umani, nessuno escluso.

Inoltre è stata scelta questa data anche perché vicina alla fine dell’anno. Un buon modo per  generare un momento di riflessione sui valori e i propositi per diventare esseri umani migliori.

Infine, il 20 dicembre è la data di approvazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che è stata adottata dalle Nazioni Unite nel 1948.

La solidarietà oggi

La sfida per la solidarietà oggi è rappresentata dalle crisi umanitarie che colpiscono diverse regioni del mondo. Conflitti armati e calamità naturali dovute al cambiamento climatico, crisi migratorie conseguenti, discriminazioni strutturali, disparità di genere e distanza sempre più ampia tra ricchezza e povertà sono alcune delle tematiche che mettono a rischio questo importante valore.

La strada da percorrere è ancora lunga, ma la buona notizia è che le azioni quotidiane di ogni singola persona contano e fanno la differenza!

Cosa posso fare per essere solidale?

1-Partecipare a progetti di volontariato a partire dal proprio territorio e comunità, mettendo a disposizione tempo e competenze per rispondere alle esigenze più impellenti.

2-Supportare organizzazioni benefiche, contribuendo alle loro cause con donazioni o facendo da portavoce delle loro campagne di raccolta fondi.

3-Sostenere la diversità culturale. Aprirsi alla cultura degli altri, esplorando tradizioni diverse, ascoltando la storia delle persone e difendendo il loro diritto a esistere al pari di ogni altra cultura.

4-Combattere l’ingiustizia sociale. Fare sentire la propria voce o fare da megafono a chi non viene ascoltato. Chiedo a chi mi circonda di combattere le ingiustizie sociali e di non escludere nessuno.

Perché vivere all’insegna della solidarietà fa bene anche alla salute. Gli studi più recenti documentano che mettere in atto comportamenti altruistici comporta un vantaggio sia per chi riceve ma anche per chi dona: la solidarietà agisce sul DNA proteggendo le persone solidali dall’invecchiamento, producendo endorfine, riducendo dolori, ansia e stress. Fornire aiuto, essere cooperanti, aperti e mostrare gentilezza rende le persone più felici e dona un significato alla vita!

La solidarietà ci ricorda che siamo tutti (esseri umani, non umani e vegetali) interconnessi e che le nostre azioni hanno un impatto sul resto del mondo. Per questo dobbiamo agire responsabilmente, senza dimenticare di essere solidali con coloro che sono meno fortunati di noi. Non dimentichiamo che l’unico modo per creare un mondo all’insegna della solidarietà è lavorando assieme!

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