Se siamo ormai tutti abili nel gestire la raccolta differenziata, quantomeno in cucina, è anche vero che spesso lo scarico del wc si trasforma in una pattumiera in cui buttare i rifiuti che produciamo in bagno senza troppo pensare se, effettivamente, stanno finendo nel posto giusto. 

Un esempio su tutti: i capelli che stacchiamo dalla spazzola, i peli della barba o quelli del gatto che si accumulano sui vestiti e tessuti di casa.

I capelli sono considerati materiale organico quindi, in teoria, assimilabile a tutto ciò che normalmente viene destinato a frazione umida o in alcuni casi alla compostiera domestica. In realtà la composizione del capello stesso prevede che la sua decomposizione sia tutt’altro che veloce.

Tutti i capelli hanno una parte vitale, la radice, che viene irrorata attraverso la circolazione sanguigna, lo stelo invece non si può considerare altrettanto vitale: questo è il motivo per cui se strappiamo i capelli dal cuoio capelluto sentiamo dolore, se li spezziamo lungo lo stelo invece no.
I capelli, inoltre, sono per lo più composti da cheratina, una proteina molto resistente e difficilmente biodegradabile, che assolve il compito di proteggerli nel tempo.

Se aggiungiamo che spesso i prodotti per la cura dei capelli come shampoo, balsami e olii contengono siliconi che si depositano sui capelli stessi e che finirebbero per disperdersi nell’acqua del water è chiaro che sia più opportuno smaltire capelli, peli della barba e/o peli di gatto nella frazione secca piuttosto che nell’umido o peggio ancora nello scarico del water.

Mai nel water

Oltre a non essere facilmente biodegradabili sia i capelli che i peli del gatto e della barba non dovrebbero mai essere gettati nello scarico del wc per non far danno alle tubature di tutta la casa intasandole.

Stesso ragionamento vale per il filo interdentale che due volte su tre finisce nel water ed, esattamente come per i capelli, rischia di intasare gli scarichi, di agganciare altri rifiuti e creare otturazioni.
Il filo interdentale oltretutto può essere ricoperto di cera che, a contatto con l’acqua, va a creare una sottile pellicola impermeabile che, oltre a essere inquinante, impedisce l’ossigenazione compromettendo flora e fauna.

Un altro oggetto che viene erroneamente buttato nel water sono le lenti a contatto: secondo uno studio dell’Arizona State University il 15-20% degli americani che le usano le buttano nel lavandino o nel water.
Le lenti a contatto non sono biodegradabili: non solo i componenti plastici le rendono inquinanti ma, a contatto con l’acqua, rischiano di incollarsi alle pareti degli scarichi o depositarsi sui fondi.

Infine, ma non per ultimi parliamo anche dei cotton fioc, sapevi che dal 2019 in Italia è stata vietata la produzione e la vendita di quelli non biodegradabili e non compostbili? Se comunque ti trovi ancora in casa dei cotton fioc di questo tipo, ricordati che vanno gettati nella raccolta indifferenziata.

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