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Il Filo d’Ariannə

Il murale di Mirko Cavallotto contro intolleranze e discriminazioni.

Sostenibilità non è una parola, ma un modo di vivere”.
Il murale, riesce a rappresentare al meglio questo concetto soprattutto se aiuta a ripulire l’ambiente e parla di inclusione a tutto tondo.

Il murale

Tante mani diverse che si stringono tra loro, simbolo di unità e coesione contro ogni genere di intolleranza e discriminazione: è questo il messaggio alla base de Il Filo d’Ariannə, il murales promosso da JTI Italia e Save the Planet Onlus, realizzato in collaborazione con Arcigay situato in Via Vincenzo Rossi a PesaroRealizzato dallo street artist Mirko Cavallotto, in arte Loste e coordinato da ARTLANE, collettivo della società di progettazione Lombardini22 che usa l’arte per comunicare.

Tema del murales, che si estende per un totale di 350 metri di superficie internamente ed esternamente al sottopassaggio di Via Rossi, sono l’inclusione e la ferma condanna a qualsiasi genere di intolleranza e discriminazione. L’immagine espressa è un ponte di colore, una “catena” di mani capace di unire persone e vite diverse, così come un sottopassaggio unisce quartieri diversi all’interno della stessa città.

L’opera ha una finitura fotocatalitica antimicrobica, FOTOSAN, in grado di disgregare molecolarmente le sostanze inquinanti chimiche e biologiche in sostanze innocue tramite la luce. Grazie a un QR code è anche in grado di “raccontarsi” e di mettere in contatto con lo sportello di aiuto legale e psicologico gestito da Arcigay Agorà di Pesaro Urbino, diffondendo non solo aria pulita ma anche e soprattutto un messaggio di accoglienza e inclusione.

L’iniziativa che ha portato alla realizzazione del murale, si colloca all’interno di Sustainable Cities, campagna nata per monitorare la sostenibilità ambientale e sociale delle città italiane e di conseguenza promuovere interventi concreti di concerto con le amministrazioni locali. Oltra a Pesaro, infatti, l’impegno di JTI Italia e Save The Planet Onlus, ha già toccato altre città italiane, come Genova, dove è stata finanziata la realizzazione di una nuova “zona verde” in Piazza Piccapietra, oppure Bergamo, dove è stato realizzato un murales contro la violenza sulle donne a opera dell’artista Elisa Veronelli. 

Il murale

Tante mani diverse che si stringono tra loro, simbolo di unità e coesione contro ogni genere di intolleranza e discriminazione: è questo il messaggio alla base de Il Filo d’Ariannə, il murales promosso da JTI Italia e Save the Planet Onlus, realizzato in collaborazione con Arcigay situato in Via Vincenzo Rossi a PesaroRealizzato dallo street artist Mirko Cavallotto, in arte Loste e coordinato da ARTLANE, collettivo della società di progettazione Lombardini22 che usa l’arte per comunicare.

Tema del murales, che si estende per un totale di 350 metri di superficie internamente ed esternamente al sottopassaggio di Via Rossi, sono l’inclusione e la ferma condanna a qualsiasi genere di intolleranza e discriminazione. L’immagine espressa è un ponte di colore, una “catena” di mani capace di unire persone e vite diverse, così come un sottopassaggio unisce quartieri diversi all’interno della stessa città.

L’opera ha una finitura fotocatalitica antimicrobica, FOTOSAN, in grado di disgregare molecolarmente le sostanze inquinanti chimiche e biologiche in sostanze innocue tramite la luce. Grazie a un QR code è anche in grado di “raccontarsi” e di mettere in contatto con lo sportello di aiuto legale e psicologico gestito da Arcigay Agorà di Pesaro Urbino, diffondendo non solo aria pulita ma anche e soprattutto un messaggio di accoglienza e inclusione.

L’iniziativa che ha portato alla realizzazione del murale, si colloca all’interno di Sustainable Cities, campagna nata per monitorare la sostenibilità ambientale e sociale delle città italiane e di conseguenza promuovere interventi concreti di concerto con le amministrazioni locali. Oltra a Pesaro, infatti, l’impegno di JTI Italia e Save The Planet Onlus, ha già toccato altre città italiane, come Genova, dove è stata finanziata la realizzazione di una nuova “zona verde” in Piazza Piccapietra, oppure Bergamo, dove è stato realizzato un murales contro la violenza sulle donne a opera dell’artista Elisa Veronelli. 

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