Nonostante oggi la città sembri l’ambiente ideale in cui vivere, gli esseri umani hanno trascorso quasi il 99,9% della loro storia evolutiva a contatto con l’ambiente naturale.

Della natura non possiamo in realtà fare a meno. Ne siamo addirittura innamorati, e c’è una parola che racchiude in sé questo profondo sentimento: Biofilia. Il termine è una combinazione di due parole greche: bio, vita, e philia, amore verso qualcosa. Letteralmente significa amore per la vita e per gli esseri viventi, per il mondo naturale. L’amore per ciò che è vivo ci rende vivi.

Breve storia della Biofilia

Il biologo Edward O. Wilson ha ripreso il termine Biofilia, per la prima volta usato dallo psicoanalista Erich Fromm nel 1964, e ne ha esteso il significato a livello scientifico: da semplice spinta biologica verso l’autoconservazione, ha assunto il valore di “tendenza innata a concentrare il proprio interesse sulla vita e sui processi vitali”.

A conferma della tesi di Wilson, il filosofo americano Denis Dutton ha condotto uno studio in cui ha chiesto a delle persone di descrivere un paesaggio “bello”, riscontrando la ripetizione di specifici elementi. Dutton ha quindi ipotizzato che esista una sorta di “paesaggio universale”, che contiene gli elementi indispensabili alla nostra sopravvivenza, come la presenza di una fonte d’acqua accessibile vicina, altitudini naturali per poter scorgere o fuggire il pericolo, e tanto verde, vegetazione per cibarsi e attirare animali commestibili.

Il verde di questo “paesaggio universale” è di fatto il colore più comune in natura come confermano i report biomedici: si tratta del colore del quale l’essere umano può distinguere il maggior numero di sfumature in assoluto!  Riconosciamo centinaia di sfumature di verde e solo alcune decine degli altri colori.

La Biofilia fa bene alla salute

Circondarsi di un ambiente naturale migliora la nostra salute mentale e fisica.

La presenza di elementi naturali intorno a noi ci aiuta a combattere lo stress, migliora l’umore, aumenta la creatività, migliora la capacità di riconoscere e gestire le emozioni, la capacità di apprendimento, di attenzione, di memorizzazione, la concentrazione, e permette di staccarsi dalla quotidianità, rafforzando il sistema immunitario e assicurandoci maggiore partecipazione alle attività sociali.

Il nostro legame con la natura è sì innato, ma non istintivo, va quindi stimolato e può essere appreso per poterne sviluppare tutto il potenziale.

Come fare? Torniamo quindi in natura! Più piante a casa e in ufficio, più luce naturale, più passeggiate al parco o nel bosco, più gite su corsi d’acqua, un’alimentazione più vegetale, condivisione del tempo con gli animali ecc…

Una città dal cuore verde 

Per tornare ad accorciare sempre di più la distanza tra essere umano e natura, anche l’architettura si fa biofilica. Così negli edifici, i materiali naturali diventano i protagonisti, le vetrate diventano più ampie e lasciano entrare la luce naturale, le curvature come quelle delle colline e la verticalità delle piante da interno diventano parte integrante del design. Anche i colori riprendono quelli presenti in natura, la ventilazione è naturale e l’edificio si alimenta ad energie rinnovabili e ha consumi ridotti, nel rispetto della natura.

Quindi Architettura Biofilica “Non significa aggiungere piante e basta, anzi. Serve lavorare su viste, prospettive, materiali, odori, suoni” spiega Rita Trombin, Psicologa ambientale.

Cosa aspettiamo allora? Torniamo tutti a circondarci di natura!

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